mercoledì 19 gennaio 2011

Tramezzini superstar

Panini e tramezzini di qualsiasi forma e dimensione sono sempre stati la mia passione: sarà perchè un panino che si rispetti deve contenere un qualche tipo di salsa (ed io adoro le salse dalla maionese ai suoi derivati), sarà per le innumerevoli e buonissime combinazioni che si possono sperimentare.... insomma quello che c'è tra me e due fette di pane farcite di qualsiasi cosa mi passi per la testa è un amore destinato a durare nel tempo. Con i tramezzini che vi propongo oggi, poi, ho un particolare legame affettivo perchè la prima volta li preparai con mio padre (anche lui amante del genere panino-tramezzino) quando, stanchi di non trovare nulla che ci soddisfacesse nei bar per la colazione domenicale, decidemmo di creare un nostro tramezzino che ci facesse iniziare la domenica con il piede giusto. Ora è vero noi siamo esagerati a mangiarli a colazione perchè questi tramezzini sono davvero ben farciti... ma che devo farci??? D'altra parte l'amore è amore!!!


I TRAMEZZINI DI MIO BABBO
Ingredienti (per sei tramezzini o12 tartine)
3 fette di pane bianco per tramezzini;
3 fette di prosciutto cotto;
qualche fettina di uovo sodo;
un paio di forchettate di preparato per toast sottolio;
salsa tartara.
Prendere una fetta di pane bianco per tramezzini e spalmarla ben bene con una generosa dose di salsa tartara facendo attenzione ad arrivare a ricoprire anche gli angoli che solitamente rimangono soli e risecchiti. Adagiare sopra il pane così spalmato due fette di prosciutto cotto. Adagiare sopra al prosciutto cotto una seconda fetta di pane bianco e spennellare anche questa con la salsa tartara sempre ricordandosi di non trascurare gli angoli. Su questa seconda fetta così spalmata adagiare qualche fettina di uovo sodo e riempire i buchi vuoti tra un uovo e l'altro con il misto per toast ben sgocciolate. Adagiare, infine, l'ultima fetta di prosciutto cotto e chiudere con la terza fetta di pane. Tagliarli a tramezzino classico oppure a quadretti, magari per un aperitivo.
Variante: in realtà questa ricetta nacque in due varianti: con la salsa tartara e con la salsa ai funghi. Oggi la variante funghi per me è off limits però chi può...

domenica 16 gennaio 2011

Un risotto sotto l'albero... di Natale

Devo dire che quest'anno babbo natale è stato parecchio generoso riempiendomi di regali a tema cibo. Tra questi sotto l'albero c'era anche il libro di Julie Andrieu "La mia piccola cucina" edito da Guido Tommasi Editore. Inutile dire che il vecchio e caro babbo è stato aiutato dalla mia letterina scritta dopo uno dei miei divagare tra le sezioni di cucina delle librerie. Sfogliando questo libro a casa con calma ho avuto il piacere di trovarvi ricette interessanti e sicuramente non banali. Ho apprezzato molto anche la scelta delle immagini (componente molto importante per una aspirante food blogger): l'alternare foto che riproducono i piatti terminati a foto che raffigurano singoli ingredienti l'ho trovata una scelta, seppur non usuale, sicuramente azzeccata.  Ad una seconda e più attenta lettura, però, mi sono resa conto che sarebbe stato complicato riprodurre le ricette proposte da Julie. Il libro, infatti, è chiaramente orientato verso un pubblico francofono: diversi sono gli ingredienti che non si trovano in Italia, specie nei supermercati dove si va a fare la spesa di tutti i giorni. Così a meno che non abitiate in una grande città dove magari è possibile trovare dei negozi di gastronomia francese oppure abbiate la possibilità di riforninrvi durante un viaggetto in Francia o Belgio non riuscirete a fare tutto quanto proposto dal libro. E se per alcuni prodotti tipo l'ananas surgelata si può rimediare con il prodotto fresco, per ingredienti come la beauf burguignonne in scatola (che secondo Julie può essere usata per un sugo alla bolognese last minute... no guarda proprio no!!!) o le scaloppe di foie gras surgelate bisogna proprio voltare pagina e cambiare ricetta. Però tolto questo, seppur non piccolo, particolare, il libro mi è piaciuto soprattutto perchè mi ha dato l'idea che chi l'ha scritto ami cucinare tutti i giorni inventandosi piatti con ciò che può ritrovarsi sottomano in casa. Insomma... un valido aiuto per districarsi egregiamente in una cucina casalinga...seppur d'oltralpe!!!
Ovviamente era per me un piacevole obbligo provare una ricetta di Julie Sfogliando il libro la mia attenzione è ricaduta sul risotto rosso al salame: sarà per la cottura del riso nel vino, per l'inusuale accoppiata di salame e riso... insomma l'ho scelta senza pensarci su.
Un paio di premesse: 1) volevo usare le cipolle surgelate per attenermi fedelmente alla ricetta, ma ho abbracciato la filosofia del libro ed avendo in casa solo cipolle fresche  mi sono fatta un bel pianto ed ho tritato le cipolle che avevo. 2) per quanto riguarda il salame ho utilizzato quello ungherese. Julie dice che potete usare quello che preferite (affumicato, al peperoncino o addirittura con il finocchio) l'importante è che sia un salame grasso perchè non ci sono altri tipi di grasso nella ricetta. 3) nella ricetta sono previsti 5 cucchiaini di peperoncino di espelette che ho scoperto essere un peperoncino francese (vedi sopra ingrediente non facilmente reperibile) quindi l'ho sostituito con  del peperoncino normale... ma mi sembravano esagerati 5 cucchiaini io il peperoncino di espelette non so quale sapore abbia però insomma 5 cucchiaini... ne ho messi tre ma nella ricetta ve ne indico meno perchè era veramente piccante. Poi se amate i sapori forti fate voi. 4) per il vino ho scelto del Montepulciano d'Abruzzo semplicemente perchè la ricetta richiedeva un vino fruttato e non essendo assolutamente esperta di vini rossi (prediligo di gran lunga i bianchi) mi sono fidata di quello riportato sull'etichetta che descriveva questo vino, appunto, come fruttato.
Il risultato finale è stato un risotto veramente buono seppur nel mio caso decisamente piccantino. Da provare.




RISOTTO ROSSO AL SALAME
Ingredienti (per 4 persone):
1 pezzo di salame da 100 gr;
150 gr di cipolle bionde tirtate;
250 gr di riso a chicco tondo;
2 cucchiaini di concentrato di pomodoro;
1,5 cucchiaini di peperoncino (o 5 cucchiaini di peperoncino di espelette);
400 ml di vino rosso fruttato;
1 dado da brodo;
50 gr di parmigiano grattuggiato.
Eliminare la pelle dal salame e tagliarlo a pezzettini. rosolarlo molto lentamente in una sacceruola in modo che rilasci il grasso. Unire le cipolle, la metà del vino e continuare la cottura a fuoco medio per 5 minuti, mescolando spesso. Versare il riso, mescolare per 2 minuti, unire il resto del vino in due o tre riprese, senza smettere di mescolare. Nel frattempo riempire d'acqua una pentola e portarla a d ebollizione. Quando il vino è evaporato, aggiungere il concentrato di pomodoro, il peperoncino ed il dado da brodo sbriciolato. Versare poi l'acqua 200 ml per volta (io non ho misurato mettevo due o tre mestolini piccoli d'acqua alla volta, a sentimento), mescolando e lasciando evaporare a ogni aggiunta. quando il riso è cotto ma ancora al dente, spegnere il fuoco e unire il parmigiano. Mescolare e coprire. Fare riposare per 5-10 minuti prima di servire.
Ricetta tratta da Julie Andrieu, La mia piccola cucina, ed. Guido Tommasi Editore.